29 Giu

Il cane…una scuola di vita

Corso Istruttori al Gentle Team di Asti, era il modulo sull’apprendimento, un’attività bellissima che oggi è una bella fetta del lavoro svolgo con i proprietari. Quel giorno toccava a me lavorare di fronte agli altri futuri istruttori, io e Blues (il mio pastore tedesco) dovevamo impostare una serie di comportamenti. Ero teso, la prestazione non fu delle migliori.

Ok, Blusino non è mai stato una cima nell’apprendimento, ma insieme abbiamo fatto diversi lavori e ce la siamo sempre cavata, quello che quel giorno ha influito su tutto il lavoro, è stato il mio stato emotivo. Blues è un cane estremamente empatico e come tanti pastori tedeschi passa la vita cercando di compiacermi e di essere sempre pronto a soddisfare qualsiasi mio desiderio.

“I cani hanno delle grandi capacità empatiche e riescono a sintonizzarsi in maniera profonda con il nostro essere”.

Quel giorno, una volta terminato il lavoro, Alexa Capra, colei dalla quale prendo spunto per l’attività che faccio con i cani, nonché mia formatrice e istruttrice, mi dice: “Quando hai fatto scendere Blues dall’auto ti ha guardato e non ti ha riconosciuto dalla tua tensione, Blues per te è una scuola di vita e il lavoro da fare non è su di lui, è su di te, drammaticamente su di te”. Diverse volte mi sono ritrovato di fronte a questa situazione, alla consapevolezza di come la mia condizione emotiva, il mio quotidiano, il mio BenEssere, abbiano influenza nella relazione con i miei cani e quel giorno, piombò su di me l’ennesimo macigno.

“Ogni persona porta il suo macigno, tutti noi lo abbiamo anche se non lo vogliamo vedere o non lo vogliamo affrontare e a volte i cani servono a questo, a farcelo piombare “dolcemente” sulla testa per dirci che è arrivato il momento di cambiare, di voltare pagina”.

Tutto ciò accade con tutte le persone che vivono con un cane e chi decide di intraprendere questa strada, un percorso educativo con me o con chi ha la mia stessa impronta, deve entrare nell’ottica che il lavoro da fare è spesso faticoso e doloroso e non riguarda solo il cane. Ma quanto è difficile mettersi in gioco, quanto è costoso in termini emotivi, di impegno, consapevolezza, il cambiamento e l’accettazione di quella parte di noi che nel nostro cane si manifesta? Moltissimo! Per questa ragione non tutti sono pronti ad affrontare questa strada tumultuosa e in salita. Molti finiscono per cadere in metodologie di lavoro che non rispettano il BenEssere del cane, come l’inibizione o peggio la coercizione, finiscono con il delegare a uno strumento, che sia cibo, farmaci, collari a strangolo, il proprio ruolo nella relazione con il cane e con se stessi. Ma quando questa strada in salita viene imboccata e il cambiamento ci pone di fronte i primi piccoli successi, la percezione di aver migliorato la nostra vita e la vita di qualcuno che ci sta così a cuore, tutto cambia. La salita diventa una discesa e lungo la strada si aprono visioni di immensa gioia e amore, amore per se stessi e per il proprio cane. I macigni si dissolvono. Ogni piccolo successo è un grande successo perché è frutto di lealtà, fiducia, comprensione, amore per sé e per il proprio cane.

“Lealtà e onestà, sono due elementi che non possono mancare in una relazione”.

Il primo passo per migliorare la vita con il proprio cane sia il senso di accettazione. Accettare il proprio cane come individuo in quanto tale e accettare sé stessi per come si è, senza aspettative, senza temere il giudizio altrui. Ho accettato Blues per come è. Ho fatto i conti con la sua aggressività, la sua forza e allo stesso tempo con le sue debolezze. Ho ammirato le sue qualità e gioito per ogni piccolo traguardo raggiunto insieme. Lui è il mio cane ed è una parte di me, una mia libera espressione.

Il mio cane mi insegna che spesso le risposte sono da ricercare dentro di noi, che tornare a casa ed assere accolto con code scodinzolanti e sorrisi ci fa sentire importanti, ci colloca nella posizione in cui ogni individuo dovrebbe essere. Nell’amare e nell’essere amati per come siamo, nella fiamma che si accende ad un loro sguardo, ad ogni tentativo di renderci felici. Il mio cane mi insegna che attraverso l’ascolto e l’empatia, il gioco, la gioia ho il potere di farlo stare meglio o bene.

I  cani ci insegnano che siamo importanti, che la vita vale la pena di essere vissuta a pieno, in ogni sguardo, ogni parola, ogni passo, ogni respiro… nel qui e ora.

 

Federico Bettoni

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